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KPI di marketing e vendite per una PMI: quali guardare
KPI vuol dire key performance indicator, indicatore chiave di prestazione: un numero che dice se un'attività sta andando verso l'obiettivo. Le grandi aziende ne hanno decine. Una PMI ne deve guardare pochi, sempre gli stessi, ogni settimana. Qui ci sono i dodici che servono davvero a marketing e vendite, con la formula, dove si leggono e quale scegliere per primo.
In breve
- Un KPI è un numero che dice se un'attività va verso l'obiettivo. Senza un obiettivo, è solo un numero.
- A una PMI bastano tre o quattro KPI guardati ogni settimana, scelti fra dodici possibili.
- I KPI si dividono in tre famiglie: cosa facciamo, come rispondono i clienti, cosa entra. Servono tutte e tre.
Le tre famiglie di KPI
Guardare solo il risultato dice che qualcosa non va, ma non dice dove.
Se il risultato scende, le altre due famiglie dicono perché. Attività bassa: il problema è il tempo, nessuno sta facendo le cose. Attività alta e risposta bassa: il messaggio o il canale non funzionano. Risposta alta e risultato basso: il problema è dopo, nei preventivi o nei richiami.
I dodici KPI che servono a una PMI
| Come si calcola | Dove si legge | |
|---|---|---|
| Richieste ricevute | Contatti nuovi nella settimana, per canale | Foglio clienti o CRM |
| Tempo di prima risposta | Ore fra l'arrivo della richiesta e il primo contatto vero | Foglio clienti, con data e ora |
| Costo per richiesta | Spesa in pubblicità diviso richieste arrivate da quel canale | Piattaforma pubblicitaria e foglio clienti |
| Tasso di richiesta dal sito | Richieste diviso visite al sito | Statistiche del sito |
| Preventivi inviati | Numero nella settimana | Foglio dei preventivi |
| Preventivi fermi | Senza risposta da più di 10 giorni | Foglio dei preventivi |
| Tasso di chiusura | Preventivi firmati diviso preventivi inviati | Foglio dei preventivi |
| Valore medio del contratto | Fatturato nuovo diviso contratti firmati | Gestionale |
| Clienti fermi | Clienti oltre il loro ritmo di riordino | Gestionale o foglio clienti |
| Tasso di riacquisto | Clienti dell'anno scorso che hanno ricomprato quest'anno | Gestionale |
| Valore di un cliente | Quanto spende in media un cliente in tutto il tempo in cui resta | Gestionale |
| Recensioni | Nuove recensioni nel mese, e media delle stelle | Profilo Google |
Non vanno guardati tutti. Ognuno serve a una domanda precisa, e si sceglie in base al problema che hai adesso.
Quali scegliere per primi
- Se perdi contatti: tempo di prima risposta e preventivi fermi. È il caso più comune, ed è il punto di partenza della guida su RevOps per PMI.
- Se arrivano poche richieste: richieste ricevute per canale e costo per richiesta.
- Se arrivano richieste ma si chiude poco: tasso di chiusura e valore medio del contratto.
- Se i clienti non tornano: clienti fermi e tasso di riacquisto, come nella guida su come fidelizzare i clienti.
Il cruscotto del lunedì
I KPI servono se qualcuno li guarda, e li guarda solo se sono pochi e sempre nello stesso posto. Una pagina, il lunedì mattina, con il confronto con la settimana prima. Questo è un esempio con numeri inventati.
Cruscotto della settimana 44
- Richieste ricevute: 12 (la settimana scorsa 9). Dal sito 7, telefono 4, passaparola 1.
- Tempo di prima risposta: 2 ore in media (la settimana scorsa 6).
- Preventivi fermi da più di 10 giorni: 5 (la settimana scorsa 8).
- Tasso di chiusura del mese: 28%.
Cosa fare questa settimana: richiamare i 5 preventivi entro mercoledì, capire perché il passaparola è sceso.
Quattro numeri e due azioni. Il cruscotto può prepararlo a mano una persona in mezz'ora, oppure un agente AI: è uno degli esempi di agenti AI, quello del report del lunedì.
Come si costruisce, in un foglio
Non serve un software. Basta un foglio Google con una riga per settimana e una colonna per KPI, accanto al foglio clienti da cui prende i numeri.
| Richieste | Ore prima risposta | Preventivi fermi | Contratti | |
|---|---|---|---|---|
| Settimana 42 | 8 | 7 | 9 | 2 |
| Settimana 43 | 9 | 6 | 8 | 3 |
| Settimana 44 | 12 | 2 | 5 | 3 |
Tre regole lo tengono in vita. I numeri si leggono sempre dalla stessa fonte, così il confronto fra settimane è onesto. Una persona sola lo aggiorna, sempre il lunedì entro le 10. E accanto a ogni numero che peggiora per due settimane di fila si scrive cosa si fa, con un nome.
Dopo tre mesi il foglio diventa anche la memoria dell'azienda: quando il tempo di risposta è salito, cosa era successo quella settimana, quale cambio ha fatto scendere i preventivi fermi. Sono le domande che un titolare si fa a fine anno, e che di solito non hanno risposta.
Un esempio: quale KPI cambia una decisione
Un'impresa di impianti inventata, sei persone, pensa di raddoppiare il budget pubblicitario perché "arrivano poche richieste". Il cruscotto dice un'altra cosa: le richieste sono 10 a settimana, ma il tempo di prima risposta è di due giorni e il tasso di chiusura è al 12%.
Con quei numeri, raddoppiare la pubblicità vuol dire pagare il doppio per perdere il doppio delle richieste. La decisione giusta è un'altra: una persona che richiama entro un'ora per un mese, e poi si guarda di nuovo il tasso di chiusura. Se sale al 20%, con le stesse richieste entrano quasi il doppio dei contratti, senza spendere un euro in più. È il principio della guida su come trovare nuovi clienti senza più pubblicità.
KPI, obiettivi e metriche: che differenza c'è
Una metrica è un numero qualsiasi: visite, like, telefonate. Un KPI è una metrica scelta perché dice se ti stai avvicinando a un obiettivo. L'obiettivo è dove vuoi arrivare, con un numero e una data: "55 contratti entro marzo". Senza obiettivo, un KPI è solo un numero che sale o scende. Come si scrive l'obiettivo è nell'esempio di piano di marketing.
Gli errori più comuni
- Troppi KPI. Con venti numeri nessuno sa quale guardare. Tre o quattro bastano.
- Le metriche di vanità. Like, follower e aperture delle email fanno piacere ma raramente dicono se arrivano clienti.
- Nessuno che li guarda. Un cruscotto che nessuno apre il lunedì è un lavoro fatto per niente.
- Dati che non tornano. Se il foglio clienti non viene aggiornato, il KPI racconta una storia falsa. Prima si sistema la raccolta dei dati, poi si guardano i numeri.
E un KPI va cambiato quando cambia il problema. Il tempo di risposta è il numero giusto finché è alto. Quando è sceso a un'ora e ci resta, si passa a guardare altro.
Quali numeri guardi il lunedì?
Un audit gratuito di 30 minuti: guardiamo da dove arrivano i contatti e dove si perdono. Esci con tre cose da sistemare, scritte, anche se poi non lavoriamo insieme.
Prenota l'audit gratuitoAltre guide
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- Come fidelizzare i clienti in una PMI che vende ad aziende
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Domande frequenti
Cosa sono i KPI?
Key performance indicator, indicatori chiave di prestazione: numeri che dicono se un'attività sta andando verso un obiettivo preciso.
Quanti KPI deve avere una PMI?
Tre o quattro guardati ogni settimana, scelti in base al problema del momento. Con troppi numeri nessuno sa quale guardare.
Quali sono i KPI più importanti per le vendite?
Tempo di prima risposta alle richieste, preventivi fermi, tasso di chiusura e valore medio del contratto.
Quali sono i KPI più importanti per il marketing?
Richieste ricevute per canale, costo per richiesta e tasso di richiesta dal sito. Like e follower da soli non bastano.
Che differenza c'è fra KPI e metrica?
Una metrica è un numero qualsiasi. Un KPI è una metrica scelta perché dice se ci si avvicina a un obiettivo.
Ogni quanto si guardano i KPI?
Ogni settimana, sempre lo stesso giorno, in una pagina sola con il confronto con la settimana prima.