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KPI di marketing e vendite per una PMI: quali guardare

KPI vuol dire key performance indicator, indicatore chiave di prestazione: un numero che dice se un'attività sta andando verso l'obiettivo. Le grandi aziende ne hanno decine. Una PMI ne deve guardare pochi, sempre gli stessi, ogni settimana. Qui ci sono i dodici che servono davvero a marketing e vendite, con la formula, dove si leggono e quale scegliere per primo.

Ondalab AI Marketing Studio · 28 ottobre 2026

In breve

  1. Un KPI è un numero che dice se un'attività va verso l'obiettivo. Senza un obiettivo, è solo un numero.
  2. A una PMI bastano tre o quattro KPI guardati ogni settimana, scelti fra dodici possibili.
  3. I KPI si dividono in tre famiglie: cosa facciamo, come rispondono i clienti, cosa entra. Servono tutte e tre.

Le tre famiglie di KPI

Dall'attività al risultato
AttivitàCosa facciamo noi: telefonate, email, preventivi inviati
RispostaCosa fanno i clienti: richieste, appuntamenti, risposte
RisultatoCosa entra: contratti, fatturato, clienti che restano

Guardare solo il risultato dice che qualcosa non va, ma non dice dove.

Se il risultato scende, le altre due famiglie dicono perché. Attività bassa: il problema è il tempo, nessuno sta facendo le cose. Attività alta e risposta bassa: il messaggio o il canale non funzionano. Risposta alta e risultato basso: il problema è dopo, nei preventivi o nei richiami.

I dodici KPI che servono a una PMI

Dodici KPI di marketing e vendite, con formula e fonte
Come si calcolaDove si legge
Richieste ricevuteContatti nuovi nella settimana, per canaleFoglio clienti o CRM
Tempo di prima rispostaOre fra l'arrivo della richiesta e il primo contatto veroFoglio clienti, con data e ora
Costo per richiestaSpesa in pubblicità diviso richieste arrivate da quel canalePiattaforma pubblicitaria e foglio clienti
Tasso di richiesta dal sitoRichieste diviso visite al sitoStatistiche del sito
Preventivi inviatiNumero nella settimanaFoglio dei preventivi
Preventivi fermiSenza risposta da più di 10 giorniFoglio dei preventivi
Tasso di chiusuraPreventivi firmati diviso preventivi inviatiFoglio dei preventivi
Valore medio del contrattoFatturato nuovo diviso contratti firmatiGestionale
Clienti fermiClienti oltre il loro ritmo di riordinoGestionale o foglio clienti
Tasso di riacquistoClienti dell'anno scorso che hanno ricomprato quest'annoGestionale
Valore di un clienteQuanto spende in media un cliente in tutto il tempo in cui restaGestionale
RecensioniNuove recensioni nel mese, e media delle stelleProfilo Google

Non vanno guardati tutti. Ognuno serve a una domanda precisa, e si sceglie in base al problema che hai adesso.

Quali scegliere per primi

  1. Se perdi contatti: tempo di prima risposta e preventivi fermi. È il caso più comune, ed è il punto di partenza della guida su RevOps per PMI.
  2. Se arrivano poche richieste: richieste ricevute per canale e costo per richiesta.
  3. Se arrivano richieste ma si chiude poco: tasso di chiusura e valore medio del contratto.
  4. Se i clienti non tornano: clienti fermi e tasso di riacquisto, come nella guida su come fidelizzare i clienti.

Il cruscotto del lunedì

I KPI servono se qualcuno li guarda, e li guarda solo se sono pochi e sempre nello stesso posto. Una pagina, il lunedì mattina, con il confronto con la settimana prima. Questo è un esempio con numeri inventati.

Cruscotto della settimana 44

  1. Richieste ricevute: 12 (la settimana scorsa 9). Dal sito 7, telefono 4, passaparola 1.
  2. Tempo di prima risposta: 2 ore in media (la settimana scorsa 6).
  3. Preventivi fermi da più di 10 giorni: 5 (la settimana scorsa 8).
  4. Tasso di chiusura del mese: 28%.

Cosa fare questa settimana: richiamare i 5 preventivi entro mercoledì, capire perché il passaparola è sceso.

Quattro numeri e due azioni. Il cruscotto può prepararlo a mano una persona in mezz'ora, oppure un agente AI: è uno degli esempi di agenti AI, quello del report del lunedì.

Come si costruisce, in un foglio

Non serve un software. Basta un foglio Google con una riga per settimana e una colonna per KPI, accanto al foglio clienti da cui prende i numeri.

Il foglio del cruscotto, prime tre settimane (numeri inventati)
RichiesteOre prima rispostaPreventivi fermiContratti
Settimana 428792
Settimana 439683
Settimana 4412253

Tre regole lo tengono in vita. I numeri si leggono sempre dalla stessa fonte, così il confronto fra settimane è onesto. Una persona sola lo aggiorna, sempre il lunedì entro le 10. E accanto a ogni numero che peggiora per due settimane di fila si scrive cosa si fa, con un nome.

Dopo tre mesi il foglio diventa anche la memoria dell'azienda: quando il tempo di risposta è salito, cosa era successo quella settimana, quale cambio ha fatto scendere i preventivi fermi. Sono le domande che un titolare si fa a fine anno, e che di solito non hanno risposta.

Un esempio: quale KPI cambia una decisione

Un'impresa di impianti inventata, sei persone, pensa di raddoppiare il budget pubblicitario perché "arrivano poche richieste". Il cruscotto dice un'altra cosa: le richieste sono 10 a settimana, ma il tempo di prima risposta è di due giorni e il tasso di chiusura è al 12%.

Con quei numeri, raddoppiare la pubblicità vuol dire pagare il doppio per perdere il doppio delle richieste. La decisione giusta è un'altra: una persona che richiama entro un'ora per un mese, e poi si guarda di nuovo il tasso di chiusura. Se sale al 20%, con le stesse richieste entrano quasi il doppio dei contratti, senza spendere un euro in più. È il principio della guida su come trovare nuovi clienti senza più pubblicità.

KPI, obiettivi e metriche: che differenza c'è

Una metrica è un numero qualsiasi: visite, like, telefonate. Un KPI è una metrica scelta perché dice se ti stai avvicinando a un obiettivo. L'obiettivo è dove vuoi arrivare, con un numero e una data: "55 contratti entro marzo". Senza obiettivo, un KPI è solo un numero che sale o scende. Come si scrive l'obiettivo è nell'esempio di piano di marketing.

Gli errori più comuni

  1. Troppi KPI. Con venti numeri nessuno sa quale guardare. Tre o quattro bastano.
  2. Le metriche di vanità. Like, follower e aperture delle email fanno piacere ma raramente dicono se arrivano clienti.
  3. Nessuno che li guarda. Un cruscotto che nessuno apre il lunedì è un lavoro fatto per niente.
  4. Dati che non tornano. Se il foglio clienti non viene aggiornato, il KPI racconta una storia falsa. Prima si sistema la raccolta dei dati, poi si guardano i numeri.

E un KPI va cambiato quando cambia il problema. Il tempo di risposta è il numero giusto finché è alto. Quando è sceso a un'ora e ci resta, si passa a guardare altro.

Quali numeri guardi il lunedì?

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  1. RevOps per PMI: marketing, vendite e assistenza in un team solo
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  3. Come fidelizzare i clienti in una PMI che vende ad aziende
  4. Come rispondere alle recensioni su Google: esempi per ogni caso
  5. Come scrivere un preventivo che il cliente firma, con esempio
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Domande frequenti

Cosa sono i KPI?

Key performance indicator, indicatori chiave di prestazione: numeri che dicono se un'attività sta andando verso un obiettivo preciso.

Quanti KPI deve avere una PMI?

Tre o quattro guardati ogni settimana, scelti in base al problema del momento. Con troppi numeri nessuno sa quale guardare.

Quali sono i KPI più importanti per le vendite?

Tempo di prima risposta alle richieste, preventivi fermi, tasso di chiusura e valore medio del contratto.

Quali sono i KPI più importanti per il marketing?

Richieste ricevute per canale, costo per richiesta e tasso di richiesta dal sito. Like e follower da soli non bastano.

Che differenza c'è fra KPI e metrica?

Una metrica è un numero qualsiasi. Un KPI è una metrica scelta perché dice se ci si avvicina a un obiettivo.

Ogni quanto si guardano i KPI?

Ogni settimana, sempre lo stesso giorno, in una pagina sola con il confronto con la settimana prima.