Guida · Email e automazioni

Newsletter aziendale per i clienti: cosa scrivere e quanto spesso

Una newsletter aziendale per i clienti è un'email che parte con regolarità, sempre con lo stesso nome e la stessa forma, e che il cliente apre perché ci trova qualcosa di utile per il suo lavoro. Le guide che si trovano parlano spesso della newsletter per i dipendenti, o di quella dei grandi marchi. Questa parla della newsletter di una PMI ai suoi clienti, che ha poche persone per scriverla e nessuna voglia di annoiare.

Di Giulia Forghieri, fondatrice di Ondalab · 28 ottobre 2026

In breve

  1. Una newsletter per i clienti funziona se ogni numero contiene almeno una cosa utile per il loro lavoro, prima di qualsiasi offerta.
  2. Per una PMI basta una al mese, con tre blocchi fissi. La regolarità conta più della lunghezza.
  3. Dopo l'invio si guardano i clic e le risposte, non le aperture, che da qualche anno non sono più affidabili.

A cosa serve, davvero

Una newsletter non vende da sola. Fa in modo che quando il cliente ha bisogno, il primo nome che gli viene in mente sia il tuo. È la parte della fidelizzazione che lavora per tutti i clienti insieme, mentre le telefonate lavorano su quelli singoli.

Per questo la domanda giusta, prima di scrivere, non è "cosa vogliamo vendere questo mese" ma "cosa è utile sapere, questo mese, a chi compra da noi".

Com'è fatto un numero che funziona

Tre blocchi, sempre nello stesso ordine. Il cliente impara dove trovare le cose, e chi la scrive non riparte da zero ogni mese.

I tre blocchi fissi di ogni numero
1 · UtileUn consiglio, una scadenza, una cosa che cambia nel loro lavoro
2 · Da noiUna novità vera: un prodotto, un servizio, una persona nuova
3 · Una domandaUna riga che invita a rispondere

Ecco un numero intero, per un'azienda inventata che vende prodotti per la pulizia professionale a ristoranti e alberghi.

Newsletter di novembre

Oggetto: Le tre cose da controllare prima delle feste

Utile. A dicembre le cucine lavorano il doppio e le lavastoviglie si intasano prima. Tre controlli da fare entro fine mese: filtri, dosaggio del brillantante, durezza dell'acqua. Abbiamo messo i dettagli in una pagina sola, con le foto: trovate il link qui sotto.

Da noi. Da questo mese Sara segue i clienti della provincia di Modena. La riconoscete dal numero che finisce con 42.

Una domanda. Qual è il prodotto che finisce sempre prima del previsto, nella vostra cucina? Rispondete a questa email, le leggiamo tutte.

Duecento parole. Si legge in un minuto, e la prima cosa che il cliente trova è un problema suo, non un'offerta.

L'oggetto, che decide se viene aperta

L'oggetto è la riga che il cliente legge nella casella di posta, fra decine di altre. Funziona quando dice cosa c'è dentro e perché interessa a lui, non quando è generico o urlato.

Oggetti che funzionano e oggetti da evitare
Da evitareMeglio
GenericoNewsletter di novembreLe tre cose da controllare prima delle feste
UrlatoIMPERDIBILE: solo per pochi giorni!!!I prezzi del 2027, prima che partano
VagoNovità in arrivoDa lunedì consegniamo anche il sabato mattina
Tutto sull'aziendaLa nostra azienda compie 20 anniVent'anni, e la cosa che abbiamo imparato sui riordini

Una prova che funziona: se l'oggetto potrebbe andar bene per la newsletter di qualsiasi altra azienda, va riscritto.

Ogni quanto mandarla

Per una PMI che vende ad aziende, una al mese è il ritmo che si riesce a tenere. Meglio dodici numeri brevi in un anno che quattro lunghi e poi il silenzio. Se un mese non c'è niente di utile da dire, si salta: un numero vuoto insegna al cliente a non aprire il successivo.

Il piano dei dodici mesi

Il modo più semplice per non restare senza idee è decidere a gennaio il tema di ogni mese, partendo dalle stagioni del lavoro dei clienti. Questo è il piano dell'azienda dell'esempio.

Piano di un anno, per un fornitore di ristoranti e alberghi
Tema utileDa noi
GennaioCosa riordinare dopo le festeI prezzi dell'anno nuovo
MarzoPreparare la stagione dei dehorsLe novità di primavera
MaggioControlli prima dell'estateConsegne nei mesi di picco
SettembreCosa cambia con la riapertura delle scuole e delle menseUna persona nuova nel team
NovembreI controlli prima delle festeGli orari di dicembre

Nei mesi che mancano si mettono le domande arrivate più spesso all'assistenza. Se il team risponde dieci volte alla stessa domanda, è un numero della newsletter già pronto.

A chi si può mandare

In Italia, per mandare comunicazioni commerciali via email serve il consenso di chi le riceve. C'è un'eccezione che riguarda proprio i clienti: a chi ha già comprato si possono mandare email su prodotti o servizi simili a quelli acquistati, usando l'indirizzo che ha dato in quell'occasione, a patto che sia stato informato e che possa dire di no in qualsiasi momento, con un link in ogni email. Si chiama "soft spam" ed è nell'articolo 130 del Codice della privacy.

Per chi non è ancora cliente serve un consenso chiaro, per esempio con una casella nel modulo del sito. Per i casi dubbi conviene sentire chi si occupa della privacy in azienda.

L'elenco, e come tenerlo pulito

Una newsletter vale quanto l'elenco a cui arriva. Nelle PMI gli indirizzi sono spesso sparsi: il gestionale, le email dei commerciali, i moduli del sito, i biglietti da visita delle fiere. Il primo lavoro è metterli in un posto solo, con tre informazioni per ognuno: se è cliente, da quando, e se ha dato il consenso o rientra nell'eccezione per i clienti.

Poi l'elenco va tenuto pulito. Gli indirizzi che da un anno non aprono e non cliccano si tolgono, o si prova un ultimo messaggio per chiedere se vogliono continuare a riceverla. Un elenco più corto e vivo arriva meglio nelle caselle di tutti, perché i programmi di posta guardano anche quante persone ignorano i tuoi messaggi. Tenere i contatti dei clienti in ordine, in un posto solo, è la base anche di quello che chiamo Company Brain.

Con quale strumento

Per una newsletter al mese a qualche centinaio di clienti va bene qualsiasi programma di email marketing diffuso: Brevo, Mailchimp, o Klaviyo se si vende online. Contano tre cose: che l'elenco dei clienti si aggiorni da solo dal gestionale o dal CRM, che la disiscrizione funzioni con un clic, e che le risposte arrivino a una casella che qualcuno legge.

I numeri da guardare dopo l'invio

Cosa misurare, e quanto fidarsi
Quanto è affidabileCosa dice
AperturePocoDal 2021 alcuni programmi di posta contano come aperte anche email mai lette
ClicAbbastanzaQuale contenuto interessa davvero
RisposteMoltoChi ha letto fino in fondo, e cosa pensa
DisiscrizioniMoltoSe una a numero va bene. Se sono dieci, qualcosa non va
Ordini nella settimana dopoAbbastanzaSe la newsletter muove qualcosa, anche senza un'offerta

Le aperture non sono più un numero affidabile da quando, nel 2021, Apple ha cambiato il modo in cui la sua app di posta scarica le email. Per questo conviene guardare clic e risposte.

Quando una newsletter non conviene

Se i clienti sono trenta, una newsletter è troppo: trenta email scritte una per una, o trenta telefonate, rendono di più. E se in azienda nessuno ha il tempo di scriverla ogni mese, meglio non cominciare. Una newsletter che si ferma dopo tre numeri lascia un'impressione peggiore di una che non è mai partita.

La newsletter è un invio uguale per tutti. I messaggi che partono da soli in base a cosa fa ogni cliente (dopo un preventivo, dopo un acquisto, prima del riordino) sono un'altra cosa, e stanno nella guida sulla marketing automation per PMI.

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Domande frequenti

Cosa scrivere in una newsletter aziendale?

Tre blocchi fissi: una cosa utile per il lavoro del cliente, una novità vera dell'azienda e una domanda che invita a rispondere. L'offerta, se c'è, viene dopo.

Ogni quanto mandare una newsletter ai clienti?

Per una PMI che vende ad aziende una al mese è il ritmo sostenibile. La regolarità conta più della lunghezza.

Serve il consenso per mandare la newsletter ai clienti?

Ai clienti si possono mandare email su prodotti simili a quelli già acquistati, se sono stati informati e possono disiscriversi in qualsiasi momento (articolo 130 del Codice della privacy). Per chi non è cliente serve il consenso.

Che tasso di apertura è buono?

Le aperture sono poco affidabili dal 2021, perché alcuni programmi di posta le contano anche quando l'email non è stata letta. Meglio guardare clic, risposte e disiscrizioni.

Quale programma usare per la newsletter?

Per una PMI va bene qualsiasi programma diffuso, come Brevo o Mailchimp. Conta che l'elenco si aggiorni da solo, che la disiscrizione funzioni e che qualcuno legga le risposte.

Che differenza c'è fra newsletter e marketing automation?

La newsletter è un invio uguale per tutti, a una data fissa. La marketing automation manda messaggi diversi in base a cosa fa ogni cliente.

Fonti: Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003), articolo 130, comma 4. Apple Mail Privacy Protection, introdotta con iOS 15 a settembre 2021.